Oltre 60 paper, 100 studiosi provenienti da università e centri di ricerca di tutta Italia, e 16 sessioni parallele dedicate all’analisi delle caratteristiche e delle strategie per lo sviluppo dell’impresa sociale: questi sono alcuni dei numeri che hanno caratterizzato la nuova edizione del Colloquio Scientifico sull’impresa sociale, tenutasi a Perugia il 18 e 19 ottobre 2024.
Nella sessione Partecipazione, empowerment e sviluppo di comunità è stato discusso anche un paper che analizza il progetto europeo COPE come buona pratica per l’attivazione di giovani in situazione di NEET (cioè che non studiano e non lavorano) attraverso una rete comunitaria di prossimità.
Il paper coautorato da Giusi Valenti – responsabile Area Lavoro&Inclusione di Consolida – insieme a Sara Paternoster ed Emanuele Torri dell’APSS di Trento, Marcello Bertotti dell’Università di East London e Flaviano Zandonai di CGM mette assieme due temi cari al consorzio: l’innovazione dei modelli di welfare, in questo caso attraverso l’approccio di prescrizione sociale portato avanti dalla comunità di pratica dei Link Worker e l’infrastrutturazione dei sistemi territoriali attraverso i DES, i distretti di economia solidale che, alla luce delle nuove politiche europee, si configurano come cluster di economia sociale e di prossimità.
Dopo aver introdotto i principali elementi definitori rispetto all’economia sociale e alla prescrizione sociale, il caso studio relativo al progetto COPE ha consentito di approfondire i seguenti aspetti:
- attraverso quali modalità il modello di servizio del Social Prescribing è stato adattato alle caratteristiche dei beneficiari e alle culture del welfare consolidate a livello locale;
- quali approcci sono stati adottati per l’attivazione e la capacitazione dei Link Worker, come comunità di pratica in grado di un ruolo di cambiamento (change maker) all’interno di diversi contesti organizzativi e di policy;
- in cosa consiste l’impatto derivante dall’adozione di piattaforme digitali dedicate al matching tra la profilazione dei bisogni dei beneficiari e le risorse di comunità mappate ai fini di incrementare l’efficacia delle azioni progettuali.
Il paper – frutto di uno sforzo collegiale, coerentemente con la filosofia di attuazione di COPE – ha raccolto buoni riscontri e nelle prossime settimane sarà reso pubblico. L’intento degli autori e delle organizzazioni che rappresentano è proprio quello di trasformare in conoscenza scientifica la molta pratica che il progetto ha generato e che in questo modo potrà essere trasferita anche oltre i contesti dove è stata fin qui sperimentata.






