ADDIO A CARLO BORZAGA

Ci ha lasciato Carlo Borzaga, economista, commendatore della Repubblica, padre e punto di riferimento solido e costante per la cooperazione sociale.

Lo ricordiamo con le parole scritte domenica 3 marzo dalla giornalista Marika Damaggio, sul il quotidiano Il T, dalle quali emergono i grandi meriti del professore come studioso, ma anche la sua umanità e il suo impegno concreto per il bene della comunità e dei più fragili.

ADDIO A CARLO BORZAGA, E’ MORTO IL PIONIERE DEGLI STUDI SUL MOVIMENTO COOPERATIVO E L’IMPRESA SCIALE

Pioniere degli studi sul movimento cooperativo e cooperatore. Docente e studente mai sazio, mai appagato dalla verità statica di una teoria che va sempre verificata, rovesciata, capita, provocata. Carlo Borzaga è stato incessantemente protagonista del suo tempo, mai comparsa passiva. La Sclerosi Laterale Amiotrofica ha stravolto l’esistenza ma non ha fermato la ricerca, gli scritti, i progetti. «Dopo avere studiato il welfare per decenni mi sono improvvisamente trovato dalla parte dell’utente e ho capito l’importanza dei servizi sanitari», raccontava al T Quotidiano solo pochi mesi fa. La malattia l’ha privato della parola precocemente, disturbando una vita da instancabile relatore in tutto il mondo. Tuttavia, la Sla non è riuscita a sgualcire la forza di un pensiero che resta patrimonio collettivo, eredità senza tempo. Nell’ultimo anno ha scritto tutto ciò che restava da dire, confermando una vivacità scientifica senza eguali. Professore di politica Economica all’Università di Trento, dove è stato preside di Economia, fondatore di Euricse – il primo centro di ricerca dedicato al movimento cooperativo – commendatore della Repubblica: Borzaga s’è spento oggi, domenica 3 marzo, all’età di 75 anni, circondato dall’affetto della sua famiglia.

La vivacità intellettuale, lo sguardo sempre originale sui fenomeni, il piglio del precursore l’ha reso – specie all’estero, come tutti i profeti scarsamente noti in patria – un protagonista degli studi sull’impresa sociale (“impresa” perché, spiegava Borzaga, questo sono le cooperative: capaci di stare sul mercato e fare la differenza). Nel 1978 partecipò alla gloriosa fondazione della Cooperativa Villa Sant’Ignazio, una esperienza pratica e teorica insieme che è servita alla costruzione delle prime leggi sulla cooperazione sociale di cui il Trentino è stato palestra. Ha infatti seguito la predisposizione della prima legge regionale sull’assistenza (la 35 del 1983, Disciplina degli interventi volti a prevenire e rimuovere gli stati di emarginazione, della Provincia di Trento) e ne ha poi seguito per 8 anni l’attuazione facendo parte della apposita commissione. È stato successivamente consulente per la predisposizione della legge 15 sull’assistenza sempre della Provincia di Trento.

Non solo. Ha seguito la stesura della legge regionale – era il 1988 – in materia di solidarietà sociale. E ha elaborato le modifiche al testo del governo per la legge sull’impresa sociale, partecipando alla commissione del Ministero del Lavoro nei lavori per la legge 68 del 1999 “norme sul diritto al lavoro dei disabili”.

La sua vivace attività scientifica l’ha portato poi a fondare il network europeo Emes (Emergence of Social Enterprises) mentre con Euricse – fondata nel 2008 – è stato tra i primi in assoluto a misurare volume e dimensione della cooperazione nel mondo, sfatando i cliché che con veemenza amava smontare (quanto si arrabbiava a sentir parlare di false cooperative).

La diagnosi, severa, ha beffato l’inizio della meritata pensione. Era l’agosto del 2021. Ma per Borzaga questa nuova stagione della vita è coincisa con la testimonianza: come paziente del centro Nemo s’è mosso per far dialogare ricerca clinica, familiari, pazienti, creando occasioni d’incontro e restituzione delle evidenze della ricerca. E alla domanda schietta – com’era lui – sul senso di questa nuova prova della vita, Borzaga rispondeva senza celare paura, autentica fatica, senza maschere perché quelle non le ha mai usate. «Come vive questo tempo?» chiesi. «Come un tempo regalato – rispose Borzaga – Nei mesi immediatamente successivi alla diagnosi, nell’agosto del 2021, la malattia ha progredito velocemente tanto che pensavo di non arrivare a Natale. Poi dopo due ricoveri al Nemo e l’inizio di una terapia sperimentale la malattia ha rallentato e mi ha appunto regalato tempo per condividere l’affetto di famigliari e amici, veder crescere le mie nipotine Maria, Aurora e Martina, continuare a dare una mano a Euricse e riprendere in mano alcuni progetti. Chiaramente non è una vita facile né per me né per la mia famiglia, soprattutto per mia moglie, ma è sempre vita e, per ora, vita piena».

Di certo, a essere pieni d’inestimabile valore sono gli scaffali delle biblioteche che alla C di cooperazione non possono prescindere da lui, Carlo Borzaga, che di ritorno da un convegno a Bruxelles, Londra o Roma si rifugiava nella verità del suo campo nell’amata val di Non, a Sarnonico..