GESTIONE DELL’ETÁ E INVECCHIAMENTO ATTIVO

Il 17 dicembre si è tenuto a Trento il convegno di studi su “Gestione dell’età e invecchiamento attivo: narrazioni e prospettive in Italia e in Trentino. L’UMSE Coesione sociale che lo ha organizzato ha riunito nel palazzo sede della provincia esperti e accademici per discutere iniziative e pratiche per migliorare l’Age Management.

L’invecchiamento attivo è un tema – inserito nel dibattito pubblico – sempre più rilevante nel contesto lavorativo e del welfare. L’aumento dell’aspettativa di vita e il continuo calo demografico portano l’Italia verso un sistema in cui la popolazione attiva sarà in minoranza e dovrà sostenere chi non è più nel mercato del lavoro.

Questo andamento demografico fa aumentare in modo significativo i lavoratori nelle fasce di età oltre i 55 anni, portando di conseguenza gli attori pubblici e privati ad interrogarsi su come mantenere la popolazione lavorativa attiva e produttiva più a lungo e aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori senior.

Le politiche aziendali sull’invecchiamento generalmente faticano però a farsi strada perché nascono in primis dalla consapevolezza del tema, influenzata dalla composizione demografica futura delle risorse critiche dell’impresa e, al contempo, dalla disponibilità del management ad ascoltare i lavoratori, inclusi quelli maturi.

Tra il quadro delle pratiche virtuose maturate nel corso degli ultimi anni sul territorio trentino si colloca l’esperienza del Progettone che Giusi Valenti, responsabile dell’Area Lavoro e Inclusione del Consorzio, ha portato all’attenzione, con un focus specifico sui servizi alla persona. Questa esperienza infatti porta a valorizzare la forza lavoro “debole” e matura creando opportunità di attivazione del potenziale individuale in modo particolare per le donne.

Per le lavoratrici che vengono inserite presso le APSP o altre strutture di cura, diventa una sfida personale, professionale, ma allo stesso tempo organizzativa e di sistema, che le vede coinvolte in attività di animazione e accompagnamento degli ospiti.  All’interno di queste strutture ci sono anche altri attori che promuovono iniziative a sostegno dell’invecchiamento dei lavoratori e delle lavoratrici: grazie all’intervento di Upipa (Unione provinciale istituzioni per l’assistenza), i lavoratori e le lavoratrici partecipano a percorsi formativi sull’invecchiamento attivo e sui sani stili di vita che mettono l’azienda in una condizione di ascolto dei fabbisogni dei lavoratori maturi per favorire il loro benessere fisico, emotivo e lavoratori.

In chiusura della mattinata il direttore dell’Ufficio coesione territoriale PAT Luciano Galetti ha illustrato l’azione del Tavolo di regia provinciale per l’Age management e l’invecchiamento attivo, che si occupa di mettere a punto strategie per la formazione di operatori e formatori, di scambiare esperienze, fare rete, attivare sperimentazioni. Del Tavolo fa parte   anche Consolida insieme ad altri esponenti di Associazioni di categoria, Consorzio dei comuni, Agenzia del lavoro, Dipartimento Sviluppo economico e altri Servizi PAT, Apss, Sindacati, Comuni di Trento e Rovereto, UPIPA. “La Provincia ha attivato in determinati contesti, anche originali rispetto al quadro nazionale, iniziative specifiche. Il fatto che non vi sia una legge provinciale sull’Age management e l’invecchiamento attivo rispecchia la volontà di lasciare che nell’ambito dei singoli filoni di intervento delle varie policy rimanessero forti investimenti su questi temi, secondo le diverse prospettive, lasciando ad una istanza di coordinamento come il Tavolo le funzioni di accompagnamento, sensibilizzazione e soprattutto di raccordo”, ha detto Galetti.

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