A cura di Elisa Vialardi, Ileana Mancosu e Michele Rossi (staff Consolida servizi per il lavoro GOL)
Trento, dicembre 2024
A distanza di un anno dall’avvio del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), come staff dei Servizi al Lavoro di Consolida tracciamo un bilancio positivo delle attività che abbiamo realizzato, gestendo complessivamente nel 2024 quasi 100 voucher di servizio.
Obiettivo del programma è quello di favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo attraverso due principali linee di intervento: azioni di accompagnamento al lavoro e tirocini “formativi”.
Le prime si concretizzano in colloqui individuali che, durante l’arco di un mese, coinvolgono i partecipanti in tre sessioni da un’ora ciascuna. Segue poi una seconda fase di supporto che può durare fino a sei mesi, mirata a rafforzare la capacità di inserimento lavorativo e ad accompagnare gli utenti, quando è possibile, in una concreta ricollocazione.
I tirocini, invece, rappresentano una tappa cruciale per i beneficiari più lontani dal mercato del lavoro, poiché offrono loro la possibilità di fare esperienza diretta in un ambiente lavorativo, contribuendo a rafforzare il loro profilo professionale e facilitando il successivo inserimento stabile in azienda.
L’accompagnamento al lavoro è il servizio che ha presentato per noi maggiori criticità, sia per la durata limitata che impone di contenere in modo rilevante le possibili azioni a favore di questi utenti, sia per la tipologia di persone che sceglie di rivolgersi a Consolida: tante non intendono, né possono attivarsi nel breve periodo nella ricerca di lavoro per problematiche di salute o famigliari o per scelte personali, altre sono in età prossima alla pensione e quindi alla ricerca più che altro di informazioni per capire come accedere a strumenti “pubblici e protetti” di inserimento lavorativo (Progettone, intervento 3.3.d..).
Un altro gruppo di beneficiari che si rivolge al consorzio è composto da persone interessate a lavorare nel “sociale”: nella maggior parte dei casi, però, all’interesse non corrisponde il livello di formazione e di esperienza richiesto dalla normativa provinciale e ciò preclude loro di percorrere questa strada.
Con ogni persona cerchiamo sempre, qualsiasi sia il profilo, di adeguare modalità e contenuti dei colloqui con quello che emerge dalle loro richieste e aspettative e di offrire un servizio che comunque dia a loro qualcosa in più in termini di conoscenza del mercato del lavoro, consapevolezza delle opportunità e dei vincoli, nonché delle competenze spendibili e valorizzabili.
Per quanto riguarda l’attivazione di tirocini, tra i beneficiari, abbiamo registrato un alto numero di utenti iscritti al collocamento mirato (legge 68), principalmente giovani maschi fino a 35 anni, che spesso provengono da percorsi già strutturati con la rete di servizi pubblici che li segue.
L’efficace lavoro di rete ha consentito di individuare per loro opportunità di tirocinio “tailor-made”, ossia costruite su misura per le specifiche necessità dei beneficiari. Questi giovani hanno già svolto un ampio lavoro sui prerequisiti lavorativi, con supporto spesso anche nell’integrazione in cooperative sociali, e sono pronti per affrontare un vero ambiente di lavoro.
Il percorso virtuoso, che integra le conoscenze pregresse dei soggetti e le competenze valutate positivamente nei tirocini, ha portato in diversi casi all’assunzione presso aziende del territorio come la Famiglia cooperativa in Val di Non, supermercato Conad, Bauer e Apple Store, a dimostrazione che un accompagnamento personalizzato e mirato produce risultati concreti.
Non tutti i percorsi hanno avuto però un esito positivo: in alcuni sono emerse fragilità che hanno ostacolato l’inserimento lavorativo. Queste esperienze, tuttavia, sono state comunque utili perchè hanno restituito alle persone un’immagine più realistica delle loro reali possibilità e dei loro profili di competenze.
Anche le donne straniere, molte delle quali provenienti dall’Africa e dal Nord Africa, sono un gruppo di beneficiari che ci hanno posto diverse sfide durante il percorso, soprattutto per i vincoli familiari e culturali del loro contesto di vita. Sono donne in prevalenza madri di figli minorenni che si trovano spesso a dover conciliare le esigenze familiari con l’impegno lavorativo. Nonostante un buon livello di comprensione orale dell’italiano, molte di loro hanno mostrato difficoltà nella scrittura, e spesso sono risultate scarsamente scolarizzate.
Abbiamo offerto in questi casi l’opportunità di tirocini in cooperative sociali, anche se le restrizioni orarie dovute a dinamiche familiari rigide sono state un ostacolo significativo. Solo una donna è riuscita a ottenere un’assunzione presso Risto3, in una mensa aziendale. Tuttavia, la difficoltà di autonomia e la mancanza di supporto continuativo post-tirocinio restano tematiche centrali. Sarebbe utile, infatti, poter continuare a supportare queste donne nel loro percorso professionale, aiutandole a superare le difficoltà legate alla loro condizione socio-culturale.
Un altro gruppo, relativamente limitato ma comunque interessante per il programma GOL, è quello dei NEET (Not in Education, Employment, or Training). Sebbene finora siano stati coinvolti pochi giovani, il programma ha comunque fatto emergere la necessità di strutturare percorsi su misura, in particolare per chi ha difficoltà a entrare in contatto con altri servizi di supporto. Il programma ha cercato di rispondere anche alle loro esigenze, sebbene in alcuni casi sia stato possibile solo una collaborazione con il CPI.
Il tirocinio ha visto una buona parte dei beneficiari inseriti in settori come la grande distribuzione o nell’industria alimentare e del confezionamento, oltre ad alcune cooperative sociali socie, con risultati variabili in base alla singola situazione.
Il programma GOL, nella sua fase di avvio, ha mostrato di poter essere una risorsa importante per il reinserimento lavorativo di soggetti vulnerabili. Seppur con alcune difficoltà, il lavoro di rete e l’approccio individualizzato sono risultati efficaci nel rispondere a bisogni diversificati. Tuttavia, l’esperienza ci ha evidenziato che, per garantire il successo a lungo termine, è necessario un impegno continuo anche dopo l’inserimento, con un forte focus sul supporto post-inserimento e sull’autonomia delle persone coinvolte.
Il nostro bilancio quindi non solo evidenzia i successi ottenuti, ma pone anche l’accento sulle sfide ancora da affrontare, con l’obiettivo di proseguire il lavoro iniziato e di migliorare ulteriormente l’efficacia del servizio offerto.






